Ricerca Avviata

Presentazione della Dirigente scolastica Paola Baratta

Pubblicato in data 2 set 2026
Ultima Revisione in data 2 set 2026

Descrizione
Presentazione della nuova Dirigente scolastica Paola Baratta


Presentazione della Dirigente scolastica Paola Baratta

Cari Docenti, cari Assistenti Amministrativi, Collaboratori scolastici, care Famiglie, Comunità Educante tutta, 

 bentrovati a tutti !

 Innanzitutto mi presento ma molti di voi mi conoscono già: 

sono Paola Baratta, sono docente di lettere e per molti anni ho insegnato qui, quindi sono particolarmente felice di ritrovare chi già conoscevo  e di ritrovare “la nostra scuola” .

Molti di voi, appunto,  mi conoscono e spero di non essere cambiata e di poter rimanere me stessa.   MI sento ancora tanto docente e in particolare docente della Paribeni  ed è con questo spirito che mi approccio questo incarico da dirigente; il Dirigente Scolastico è un ruolo importante, ma per diventarlo  sul serio ( non sulla carta) ci vuole impegno personale ma soprattutto l’aiuto e il supporto di tutto il personale:”nessuno si salva da solo”.

Scuola viene dal greco “skolein”: in greco significa oziare, darsi tempo. In un mondo che corre all'impazzata, in una scuola soffocata di scadenze e burocrazia, ricordiamoci sempre di respirare e darci tempo per essere scuola;  un’istituzione che “perde tempo” a formare, educare, consigliare. Un'istituzione che non deve “produrre”, ma correre il rischio affinché le persone - piccole e grandi - realizzino sè stesse: affinché ciascuno diventi veramente ciò che è. 

Spero e credo di costruire con voi tutti, con tempo, pazienza e lavoro, una comunità scolastica entusiasta  e coesa, con un bello spirito di appartenenza, fiera di far parte e di costruire insieme “la Paribeni” e metterò tutto il mio impegno personale e professionale per rivestire il ruolo di Dirigente Scolastico con rigore,  umiltà, predisposizione all'ascolto, onore e dedizione, facendo tesoro dell’esperienza acquisita in Emilia Romagna e anche di chi  mi ha preceduto in questo istituto, di chi per tanti anni ha aiutato nella gestione: mi permetto di citare con  gratitudine Pina Macciocco , Savino Manzi  e ora Mariangela Pandolfi  e Elena Santorelli  che tanto si sono spese anche negli anni delle varie reggenze, i colleghi che ho lasciato tre anni fa e che ora ritrovo, sapendo di poter contare su persone di grande spessore personale e professionale e anche i docenti nuovi e il personale appena arrivato da noi e che sicuramente saprà portare entusiasmo e idee per migliorare tutti insieme 

Tutte queste persone, tutto il personale che ho lasciato in Valsamoggia in Emilia Romagna , mi hanno insegnato ed aiutato  a lavorare con diligenza, serietà, con il massimo impegno perché al centro del fare scuola c’è la Persona, anzi le persone: alunni, docenti, collaboratori scolastici, amministrativi, genitori. Spero di essere in grado di creare un clima lavorativo sereno in cui tutti si sentano a proprio agio e sentano di condividere uno scopo comune, ma per fare questo ho bisogno del vostro aiuto: la leadership condivisa e diffusa non è una modalità di dirigenza che si studia sui libri;  è, a mio modo di vedere,  l'unica modalità  possibile in una Comunità Educante che deve far crescere le persone: i piccoli ed i grandi. 

L'obiettivo primario, infatti,  che deve guidare ogni nostra azione è uno solo, condiviso: garantire a bambine, bambini, ragazze e ragazzi il successo formativo e la possibilità di apprendere lungo tutto l'arco della vita, dando piena attuazione al principio di uguaglianza espresso dall'Articolo 3 della nostra Costituzione.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso , di razza, di lingua , di religione , di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.È compito della Repubblica ( e nostro) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

In questa prospettiva, le regole  - necessarie - non devono mai essere percepite come mere imposizioni, ma come la forma stessa in cui si concreta il rispetto reciproco. Come ricordava un mio vecchio maestro; "Dietro ogni atto, anche piccolo di maleducazione o di mancato rispetto si nasconde sempre una piccola o grande cattiveria". Per questo la collaborazione deve essere centrale.

Vi chiedo in questo fiducia: gli indirizzi, le indicazioni che darò e cercherò di dare, sempre ascoltando il consiglio e l’esperienza dei vicari, delle funzioni strumentali, dei referenti e di tutto il personale   - ve lo garantisco - oltre ad adeguarsi alla previsione normativa  saranno tutti finalizzati a creare un ambiente di lavoro sereno, sicuro e soprattutto a fare dell’istituto comprensivo, una comunità di vera “comprensione” reciproca: ne conseguirà un’immagine di coerenza educativa e comunicativa con le famiglie, gli alunni, i vari soggetti istituzionali con i quali comunque ci interfacciamo. 

Viviamo un momento storico complesso, attraversato da una congiuntura culturale e politica particolarmente delicata, segnata da tensioni,conflitti,  tendenze alla violenza, all'esclusione, da difficoltà sociali, economiche e familiari sempre più gravi  e da preoccupanti derive antidemocratiche. In questo scenario, la scuola si erge come fondamentale baluardo della democrazia, della cittadinanza attiva, dell'esercizio dello spirito critico e della libertà. 

La scuola, in tutto ciò è un faro di speranza: perché offre la possibilità a persone e ruoli diversi di collaborare per comuni obiettivi, perché punta sul dialogo, sulla comunicazione, sull'uguaglianza di opportunità, sull'inclusione; perché la scuola è fatta di bimbi e ragazzi che hanno tanto di buono e di bello e che sono davvero - non è una frase fatta - la nostra speranza per un futuro migliore. Difendere la nostra professionalità di docenti e di educatori significa proteggere questi valori e offrire alle nuove generazioni gli strumenti per costruire una società più giusta.

Auspico quindi che continuiamo insieme a  portare ancora avanti un lavoro di sempre maggiore unità, un impegno a far essere la  scuola sempre più un Istituto davvero comprensivo che, pur senza perdere di vista le specificità  territoriali e personali,  sappia sempre far tesoro del confronto e dello scambio ( anche vivace).

 

Auguro pertanto a tutti un buon anno scolastico e  davvero buon lavoro: vi ringrazio per avermi ri-accolto  tra voi e  di nuovo vi ringrazio già di cuore per tutta la collaborazione e il lavoro quotidiano che sono certa porterete tutti avanti con professionalità. Da parte mia: ci sono e farò il massimo e come disse uno più importante di me : “ Se sbaglio, mi corrigerete!”

Buon anno scolastico 2026 2027!

La Dirigente Scolastica

Paola Baratta

 

Non sono presenti allegati.